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Il “Piano Colao” scommette sullo smart working

Anche il Comitato di esperti in materia economica e sociale, capitanato da Colao, scommette sull’utilizzo e l’implementazione dello smart working per il rilancio del sistema Italia.

Dal rapporto di lavoro e dalle relative schede di sintesi (“Piano Colao”) emerge, infatti, un chiaro invito al Governo di avviare un’attenta e approfondita osservazione dello smart working e delle dinamiche ad esso connesse, al fine di migliorare l’attuale normativa ed adeguarla all’attuale contesto economico sociale.

In particolare, nel rapporto elaborato dal Comitato, se da un lato viene raccomandata l’adozione diffusa del lavoro agile per ragioni di sicurezza, dall’altro lato viene anche segnalata la necessità di intervenire al fine di migliorare la produttività e le condizioni lavorative dei dipendenti, evitando utilizzi impropri dello smart working.

Il Piano Colao propone, quindi, l’adozione di un codice etico per la Pubblica Amministrazione, da promuovere anche per le aziende private, che tenga conto dei tempi extra lavorativi, tra cui impegni domestici e cura della famiglia, nonché delle stesse ore lavorative e giornate previste dal CCNL di riferimento.  

Ciò con l’obiettivo di: (i) massimizzare la flessibilità del lavoro individuale, (ii) concordare i momenti di lavoro “collettivo” (da tenersi in orari standard, rispettando la pausa pranzo, i weekend e le regole previste per il lavoro straordinario), (iii) adottare sistemi trasparenti di misurazione degli obiettivi e della produttività al fine di valutare la performance sui risultati e non sul tempo impiegato (meno misurabile e non rilevante nel lavoro agile).

Ma non finisce qui.

Il Piano Colao sottolinea anche la necessità di attuare modifiche alla vigente normativa dello smart working, ossia:

i) definire una disciplina legislativa dello smart working per tutti i settori, le attività e i ruoli (manageriali e apicali inclusi) compatibili, con particolare attenzione alla pari fruibilità del lavoro agile per uomini e donne, facendo sì che lo smart working diventi un’opzione praticabile per aziende e lavoratori, nell’ottica della creazione di nuova impresa e/o nuovi posti di lavoro;

ii) disciplinare la possibilità di accesso preferenziale allo smart working per il sostegno dei figli fino ai 14 anni, in continuità con quanto stabilito durante la fase di emergenza e post emergenza.

Il Piano Colao auspica, infine, il superamento del digital divide (in termini infrastrutturali e di disponibilità dei device) e una formazione digitale, al fine di poter garantire la piena fruibilità in tutte le aree geografiche del Paese e in tutte le fasce della popolazione.

Auspichiamo, dunque, che le indicazioni fornite dal Comitato di esperti in materia  economica e sociale siano soltanto il primo passo verso una radicale e sostanziale “rivisitazione” del rapporto tra azienda e lavoratore, con la dovuta attenzione all’individuazione del giusto equilibrio tra evoluzione tecnologica e tutela dei lavoratori.

Per informazioni https://www.iurishub.it

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