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Le agevolazioni per le imprese previste dalla Legge di Bilancio 2019

A) Il Credito d’imposta per le spese di ricerca e sviluppo nella legge di bilancio 2019

Si tratta, come noto, di un’agevolazione riconosciuta a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano, nonché dal regime contabile adottato, che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo.

In particolare, la legge di bilancio ha di fatto ridimensionato il bonus ricerca e sviluppo, riducendo, da un lato, l’aliquota di agevolazione dal 50% al 25% per alcune tipologie di spese e, dall’altro, il beneficio massimo concedibile a ciascuna impresa, che passa da 20 a 10 milioni di euro.

In particolare, la percentuale del 50%, applicabile sulle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015, trova applicazione a decorrere dal 2019 nei seguenti casi:

i) spese del personale dipendente titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;

ii) spese relative a contratti di ricerca stipulati con Università, enti di ricerca e organismi equiparati, e con start-up e PMI innovative per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta.

È stata, quindi, inserita una differenziazione tra il personale titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato (per il quale la percentuale resta del 50%), e il personale titolare di un rapporto di lavoro autonomo o comunque diverso dal lavoro subordinato direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo, per il quale la percentuale scende al 25%.

Analogo discorso vale anche per le spese relative ai contratti di ricerca che, ove stipulati con Università, enti di ricerca e organismi equiparati o start-up e PMI innovative, beneficiano di un credito di imposta del 50%, mentre se sottoscritti con altri soggetti, la misura dell’agevolazione è pari al 25%.

Tra le spese che beneficiano dell’agevolazione in parola la manovra ha introdotto anche quelle sostenute per materiali, forniture e altri prodotti analoghi direttamente impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota relativi alle fasi della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale.

In ogni caso, ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa devono risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Per le imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, la certificazione è rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale dei conti.

Infine, è stato introdotto un nuovo adempimento per le imprese beneficiarie del credito d’imposta relativo alle spese di ricerca e sviluppo. In particolare, la nuova norma prevede che l’impresa è tenuta a redigere e conservare una relazione tecnica che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività di ricerca e sviluppo svolte in ciascun periodo d’imposta in relazione ai progetti o ai sottoprogetti in corso di realizzazione. Tale relazione, nel caso in cui l’attività di ricerca e sviluppo sia stata organizzata e svolta internamente all’impresa, deve essere predisposta dal responsabile aziendale delle attività di ricerca e sviluppo o dal responsabile del singolo progetto o sottoprogetto e deve essere controfirmata dal rappresentante legale dell’impresa. Nel caso in cui, invece, l’attività di ricerca sia stata commissionata a soggetti terzi, la relazione deve essere redatta e rilasciata all’impresa dal soggetto commissionario che ha eseguito l’attività di ricerca e sviluppo.

B) Proroga Iper ammortamento

La legge di bilancio 2019 ha introdotto la proroga dell’iper ammortamento per gli investimenti in beni dell’“Industria 4.0”, prevedendo, al contempo, una rimodulazione dei benefici, a seconda dell’ammontare dell’investimento effettuato.

In particolare, al fine di favorire processi di trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello «Industria 4.0», è stato previsto che la disciplina dell’iper ammortamento si applica anche agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, destinati a strutture produttive situate nel territorio dello Stato, effettuati entro il 31 dicembre 2019, ovvero entro il 31 dicembre 2020 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2019 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.

In particolare, la maggiorazione del costo di acquisizione degli investimenti si applica:

– nella misura del 170 per cento per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;

– nella misura del 100 per cento per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;

– nella misura del 50 per cento per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro.

La maggiorazione del costo non si applica sulla parte di investimenti complessivi eccedente il limite di 20 milioni di euro.

Inoltre, le imprese che effettuano investimenti iper ammortizzabili potranno continuare a beneficiare dell’ulteriore maggiorazione del 40 per cento sul costo di acquisto dei beni immateriali agevolati, di cui all’Allegato B) alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, effettuati nel 2019.

C) Proroga del credito d’imposta per le spese di formazione 4.0

È stato anche prorogato per l’anno 2019 il  credito d’imposta relativo alle spese di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano Nazionale industria 4.0.

In particolare, è stato previsto che la disciplina del credito d’imposta per le spese di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano nazionale industria 4.0, di cui all’articolo 1, commi da 46 a 55, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, si applica anche alle spese di formazione sostenute nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018.

Il credito d’imposta, il cui limite massimo annuale è pari a 300.000 euro, è attribuito come segue:

– nella misura del 50 per cento delle spese ammissibili sostenute dalle piccole imprese;

– nella misura del 40 per cento delle spese ammissibili sostenute dalle medie imprese.

– nel limite massimo annuale di 200.000 euro e nella misura del 30 per cento per le grandi imprese, come individuate ai sensi dell’allegato I al regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014.

 

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